7 Agosto 2026
REACH e CMR: focus sui prodotti per l’infanzia
Passeggino, seggiolone e ciuccio in uno studio neutro, per rappresentare la proposta di restrizione REACH sulle sostanze CMR nei prodotti destinati alla cura dei bambini. In sovrimpressione la scritta “REACH e CMR: focus sui prodotti per l’infanzia”

La Commissione Europea ha notificato alla WTO una proposta di modifica dell’Allegato XVII del Regolamento (CE) 1907/2006 REACH, con l’obiettivo di introdurre una nuova restrizione per le sostanze con classificazione armonizzata Carc. 1A/1B, Muta. 1A/1B e Repr. 1A/1B ai sensi del Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) nei prodotti destinati alla cura dei bambini. Per molte aziende non sarà sufficiente verificare le sostanze intenzionalmente aggiunte: sarà necessario considerare anche impurità, contaminazioni di processo e futuri aggiornamenti delle classificazioni CLP.

Il perimetro riguarda una categoria molto ampia di prodotti, diversi dai giocattoli, ma destinati a facilitare seduta, sonno, relax, igiene, alimentazione, suzione, trasporto e protezione dei bambini. La logica della proposta è rafforzare la tutela di una popolazione particolarmente vulnerabile, considerando che l’esposizione può avvenire attraverso contatto cutaneo, esposizione orale, inalazione di sostanze volatili o polveri, anche in condizioni d’uso normali o ragionevolmente prevedibili. Un elemento rilevante è l’approccio dinamico: la restrizione non coprirebbe solo le sostanze già oggi classificate CMR in modo armonizzato, ma anche quelle che saranno classificate in futuro ai sensi del Regolamento CLP, con un periodo di applicazione differito.

Per le aziende, gli aspetti da verificare sono:

  • presenza di sostanze CMR nei materiali omogenei dei prodotti;
  • eventuali impurezze derivanti da materie prime, processi produttivi, stoccaggio o packaging;
  • applicabilità del limite generale proposto di 10 mg/kg;
  • eventuali limiti specifici per singole sostanze;
  • esclusioni previste per prodotti di seconda mano, dispositivi medici, materiali a contatto con alimenti e componenti non accessibili al bambino;
  • capacità analitica e documentale per dimostrare la conformità.

Questa proposta conferma una tendenza ormai consolidata nella regolazione europea delle sostanze chimiche: la sicurezza del prodotto non si valuta solo sulla base della destinazione d’uso, ma anche considerando vulnerabilità dell’utilizzatore, vie di esposizione realistiche, composizione dei materiali e aggiornamento continuo delle classificazioni di pericolo.
Per fabbricanti, importatori e distributori di prodotti per l’infanzia,il tema non è soltanto seguire l’evoluzione della restrizione, ma iniziare a verificare dati di composizione, supply chain, test analitici e criteri di accettabilità delle sostanze nei materiali.

Flashtox supporta le aziende nella lettura tecnico-regolatoria delle restrizioni REACH, nella valutazione tossicologica delle sostanze CMR e nell’analisi dell’impatto su prodotti, materiali e filiere di fornitura.

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