Le nitrosamine continuano a essere un tema centrale nella valutazione della sicurezza chimica e tossicologica. Uno studio pubblicato su Nature Communications analizza l’esposizione a N-nitrosodimetilammina, NDMA, una nitrosamina classificata come probabile cancerogeno per l’uomo e rilevata in diverse fonti, tra cui farmaci contaminati, acqua potabile, alimenti, fumo di sigaretta e matrici ambientali.
Il punto più rilevante non riguarda solo la presenza della sostanza, riguarda la diversa suscettibilità biologica all’esposizione. Nel modello sperimentale analizzato, i topi giovani con deficit nei sistemi di riparazione del DNA mostrano una vulnerabilità molto più marcata rispetto agli adulti: danno al DNA persistente, risposta infiammatoria, mutazioni, patologia epatica e sviluppo di tumori, con una particolare incidenza nei maschi.
Il dato interessante è che i livelli di addotti al DNA risultano comparabili tra giovani e adulti: questo suggerisce che la maggiore vulnerabilità non dipenda semplicemente da una maggiore formazione iniziale del danno, ma dal modo in cui quel danno viene processato nelle cellule in fase di proliferazione. In altre parole, lo stadio di sviluppo, la capacità di riparazione del DNA, il sesso e la proliferazione cellulare possono diventare fattori determinanti nella valutazione della risposta tossicologica a una sostanza genotossica.
Per le imprese, il tema è rilevante in più ambiti: sicurezza alimentare, contaminanti, impurità, farmaceutico, MOCA, acqua destinata al consumo umano e valutazione del rischio da esposizione a chemicals.
Lo studio rafforza un principio ormai sempre più importante: la valutazione del rischio non può limitarsi alla sostanza in astratto, ma deve considerare anche dose, via di esposizione, finestra temporale, popolazioni vulnerabili, meccanismi di azione e dati disponibili sulla capacità dell’organismo di gestire il danno molecolare. Nel caso delle nitrosamine questo approccio è particolarmente delicato perché parliamo di sostanze con potenziale genotossico e cancerogeno, per le quali la prevenzione del rischio deve poggiare su dati solidi, metodi adeguati e una lettura integrata delle evidenze scientifiche.
Flashtox supporta le imprese nella valutazione tossicologica delle nitrosamine, nell’analisi del rischio genotossico, nell’interpretazione delle evidenze scientifiche e nella definizione di strategie di controllo coerenti con il quadro regolatorio applicabile. Contattaci 👉 info@flashtox.com