5 Agosto 2026
Dal 20 luglio 2026 il Registro europeo del Digital Product Passport è operativo.
Giacca tecnica con etichetta QR applicata al prodotto, affiancata da smartphone con icone dedicate a tracciabilità, riparabilità, riciclo e conformità, per rappresentare il Digital Product Passport come collegamento tra prodotto fisico e dati regolatori. In sovrimpressione la scritta “Passaporto digitale di prodotto: il registro europeo è attivo”.

Da questo momento il DPP entra nella fase applicativa: la tracciabilità di prodotto non è più solo un concetto normativo, ma diventa un’infrastruttura digitale, pensata per collegare prodotto fisico, dati tecnici, sostenibilità, tracciabilità e verifica della conformità.
La Commissione europea lo definisce come una carta d’identità digitale per prodotti, componenti e materiali, destinata a raccogliere informazioni utili a sostenere la sostenibilità, promuovere la circolarità e facilitare la compliance.

La base giuridica è il Regolamento (UE) 2024/1781 sull’Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR). I requisiti specifici verranno introdotti progressivamente attraverso atti delegati per gruppi di prodotto o tramite normative UE settoriali autonome.
I primi ambiti interessati includono batterie, tessili, ferro e acciaio, prodotti da costruzione, arredo, materassi, pneumatici, alluminio e prodotti ICT.

Per le imprese il cambiamento è rilevante: il dato non sarà più un elemento separato dalla documentazione tecnica, ma una componente strutturale del prodotto.

Il DPP potrà includere informazioni su:

  • sicurezza del prodotto
  • origine e materiali
  • riparabilità
  • prestazioni ambientali
  • riuso e riciclo
  • identificativi univoci
  • accesso differenziato alle informazioni in base al ruolo dell’utente.

Questo significa che operatori economici, consumatori, riparatori, riciclatori e Autorità accederanno a dati diversi, ma collegati allo stesso prodotto tramite un supporto digitale, come un QR code o un altro data carrier.
Ogni DPP genera un identificativo univoco di registrazione (URI), verificabile anche in dogana per i prodotti importati.

Il punto operativo, dunque, è chiaro: il DPP non si prepara alla fine, richiede dati affidabili lungo la supply chain, identificazione corretta dei materiali, gestione documentale coerente, interoperabilità e tracciabilità dei sistemi e capacità di mantenere aggiornate le informazioni nel tempo.

Per molte aziende la vera sfida non sarà solo “creare” il passaporto digitale, ma costruire prima il sistema interno che rende quei dati solidi, verificabili e utilizzabili.
Il DPP diventa quindi uno strumento di trasparenza, ma anche un banco di prova per la qualità del dato tecnico e regolatorio.

Flashtox supporta le imprese nella lettura tecnico-regolatoria del DPP, nella valutazione degli impatti su prodotto, materiali e supply chain e nella costruzione di percorsi di conformità coerenti con ESPR e normative settoriali applicabili. Contattaci 👉 info@flashtox.com

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