Il CBAM non coinvolge un solo soggetto.
Nel regime definitivo, la gestione corretta del Carbon Border Adjustment Mechanism richiede il coordinamento tra più attori: importatore UE, rappresentante doganale indiretto, operatore extra-UE, verificatore, autorità competente e autorità doganali.
Il rischio, per le aziende, è pensare che il tema possa essere delegato interamente a un’unica funzione o a un unico interlocutore esterno. In realtà, ogni soggetto presidia una parte diversa del processo e un disallineamento può compromettere l’intera catena documentale.
L’importatore deve verificare se le merci rientrano nel campo di applicazione CBAM, monitorare i volumi importati, gestire l’autorizzazione ove richiesta e assicurare la disponibilità delle informazioni necessarie alla dichiarazione.
Il rappresentante doganale indiretto può assumere un ruolo rilevante nella gestione degli obblighi CBAM, ma deve essere chiaro contrattualmente e operativamente quali attività svolge e quali responsabilità restano in capo all’azienda.
L’operatore extra-UE è invece il soggetto da cui dipende una parte essenziale del dato emissivo: processi produttivi, impianti, precursori, emissioni dirette e indirette, documentazione tecnica e informazioni necessarie per l’eventuale utilizzo di actual values.
Il verificatore interviene sulla solidità del dato, mentre le autorità competenti e doganali presidiano rispettivamente autorizzazioni, controlli e conformità al momento dell’importazione.
Per questo il CBAM deve essere gestito come un processo di filiera, non come una pratica isolata.
La domanda operativa da porsi non è solo: “chi invia la dichiarazione?”, ma anche: chi raccoglie i dati, chi li controlla, chi dialoga con il fornitore extra-UE, chi valida la classificazione doganale, chi conserva le evidenze e chi interviene in caso di controllo?
Definire ruoli e responsabilità prima dell’importazione consente di evitare vuoti gestionali, ritardi documentali e contestazioni sulla qualità delle informazioni utilizzate. Una supply chain CBAM-compliant nasce da responsabilità chiare, flussi informativi tracciabili e procedure condivise tra funzioni aziendali e partner esterni.
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