9 Giugno 2026
Account CBAM: merci a rischio in dogana
Tir fermo al casello di una frontiera doganale ed in sovrimpressione la scritta “Account CBAM: merci a rischio in dogana”.

Nel regime definitivo CBAM la compliance entra direttamente nel processo doganale.

Per gli importatori soggetti agli obblighi CBAM non sarà sufficiente aver raccolto i dati sulle emissioni incorporate o aver impostato un sistema interno di monitoraggio; al momento dell’importazione, dovrà essere disponibile anche il riferimento necessario a dimostrare l’accesso al sistema CBAM: il CBAM account number oppure, nelle fasi previste, l’application reference number.

Questo aspetto è particolarmente rilevante perché il controllo non resta confinato all’area ambientale o alla sostenibilità: si collega allo svincolo delle merci e alla continuità della supply chain.

La Commissione indica che le autorità doganali debbano verificare il numero di conto CBAM insieme alle altre procedure doganali e ai controlli basati sul rischio. In caso di non conformità, importatori e rappresentanti doganali indiretti possono essere esposti a ritardi, sanzioni e interruzioni operative.

Per le aziende dunque il punto critico è evitare che il CBAM venga gestito a valle, quando la merce è già in arrivo al confine UE. La preparazione deve avvenire prima dell’importazione, con una verifica coordinata tra dogane, acquisti, logistica e compliance, per assicurare che ogni flusso rilevante sia correttamente identificato e associato alla documentazione necessaria.
Nel concreto significa passare da una logica reattiva a una logica preventiva: non aspettare il controllo, ma costruire un processo che consenta di dimostrare, in modo ordinato, chi importa, quali merci rientrano nel CBAM, quali fornitori sono coinvolti e quale riferimento CBAM deve accompagnare l’operazione.

Il rischio non è solo regolatorio. Un ritardo allo svincolo può incidere su produzione, consegne, contratti e continuità degli approvvigionamenti. Per questo il CBAM deve essere letto anche come tema di business continuity: un obbligo ambientale che, se non governato, può diventare una criticità doganale e logistica.

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