LA GUIDA
TECNICO-SCIENTIFICA
su FOOD e CHEMICALS

Analisi e implicazioni per le aziende
30/04/2026

#6

La conformità del Packaging
alle Sostanze Pericolose

#PPWR
#PFAS
#valutazione della sicurezza
30/04/2026

#6

Approfondimento sui metodi di quantificazione dei rilasci per le aziende chimiche

#PPWR
#PFAS
#valutazione della sicurezza

indice

Introduzione
contesto normativo e importanza della conformità

#6.1

Panoramica del Regolamento (UE) 2025/40: obiettivi e ambito
di applicazione

#6.2

Requisiti specifici sulle sostanze pericolose nel packaging

#6.3

Aspetti tossicologici:
rischi, valutazioni e implicazioni per la salute

#6.4

Scadenze di agosto 2026: cosa devono fare le aziende

#6.5

Analisi e qualifica dei fornitori: strategie e best practice

Conclusioni:
urgenza e raccomandazioni operative

introduzione

Contesto normativo e importanza della conformità

Nel panorama europeo della sicurezza dei materiali e prodotti di largo consumo il Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR) rappresenta una svolta cruciale, in ambito packaging, per le aziende del settore.

La crescente attenzione verso le sostanze pericolose e la tutela della salute pubblica impongono un adeguamento rigoroso alle nuove disposizioni, con particolare enfasi sugli aspetti chimici e tossicologici.

Ignorare l’urgenza di conformarsi significa esporsi a rischi sanzionatori, reputazionali e, soprattutto, a potenziali impatti negativi sulla salute dei consumatori.

#6.1

Panoramica del Regolamento (UE) 2025/40:
obiettivi e ambito di applicazione

Il Regolamento (UE) 2025/40 è stato concepito, con particolare riferimento alla prossima rilevante deadline del 12 Agosto 2026 in merito alle sostanze chimiche, per rafforzare il controllo su queste ultime quando vengono impiegate nei materiali destinati al packaging, estendendo le prescrizioni già previste da REACH e CLP.
L’obiettivo principale è garantire che nessun materiale possa rappresentare una fonte di contaminazione tossicologica. Il regolamento si applica a tutti i produttori, importatori e distributori di packaging nell’Unione Europea.

#6.2

Requisiti specifici sulle sostanze pericolose nel packaging

Il Regolamento (UE) 2025/40 introduce una lista aggiornata e vincolante di sostanze soggette a restrizione (art. 5), con particolare attenzione ai PFAS.
Ogni azienda è tenuta a dimostrare, tramite documentazione tecnica e test di laboratorio, l’assenza o la presenza sottosoglia di tali sostanze nel packaging utilizzato/immesso sul mercato. La conformità deve essere raggiunta secondo protocolli/metodi validati e i risultati devono essere disponibili per le autorità competenti in caso di controlli e/o contenziosi.

#6.3

Aspetti tossicologici: rischi, valutazioni e implicazioni per la salute

Gli aspetti tossicologici rivestono una centralità assoluta nella nuova normativa.
La valutazione del rischio deve essere condotta da professionisti qualificati, utilizzando metodi analitici riconosciuti a livello internazionale, come la determinazione della migrazione globale e specifica, nonché l’analisi dei rischi cumulativi.
Le aziende dovranno porre particolare attenzione alle potenziali interazioni tra diverse sostanze presenti nel packaging, considerando non solo l’esposizione diretta ma anche scenari di uso prolungato e riciclo dei materiali.
La trasparenza e la tracciabilità dei dati tossicologici saranno elementi chiave per una gestione responsabile e conforme.
In tal senso, anche in merito al packaging è necessario condurre una attenta Valutazione della Sicurezza per come disposto obbligatoriamente dall’artt. 6 e 8 del Regolamento (UE) 2023/988.

#6.4

Scadenze di agosto 2026: cosa devono fare le aziende

La deadline fissata per agosto 2026 impone alle aziende che fabbricano, importano, distribuiscono e/o utilizzano packaging di accelerare i processi di adeguamento normativo. Entro tale data, sarà necessario:

• effettuare una revisione completa della composizione chimica dei materiali utilizzati;

• implementare sistemi di monitoraggio e controllo delle sostanze pericolose;

redigere e aggiornare la documentazione tecnica di conformità;

formare il personale sulle nuove procedure di gestione del rischio;

• stabilire un piano di audit interno e di verifica periodica.

L’inerzia o il ritardo nell’adeguamento possono comportare il ritiro dal mercato del packaging non conforme, con conseguenti perdite economiche e danni d’immagine.
Di fatto dal 12 agosto 2026 il packaging immesso in UE dovrà essere progettato in linea con i principi di migliorata riciclabilità, riduzione dei materiali pericolosi e attenzione ai rifiuti, e l’operatore deve dimostrare la conformità con documentazione tecnica e dichiarazioni.

#6.5

Analisi e qualifica dei fornitori: strategie e best practice

Un elemento strategico per assicurare la conformità al Regolamento (UE) 2025/40 è l’analisi accurata e la qualifica dei fornitori. È indispensabile richiedere ai fornitori documentazione dettagliata sulle sostanze impiegate, preferendo partner che adottano sistemi certificati e che siano pronti a sottoporsi ad audit di qualifica.

La collaborazione attiva lungo la filiera, la condivisione di dati analitici e la stipula di accordi contrattuali specifici rappresentano best practice consolidate per ridurre i rischi di non conformità.

conclusioni

Urgenza e raccomandazioni operative

Alla luce delle nuove disposizioni del Regolamento (UE) 2025/40 le aziende devono affrontare con tempestività e competenza le sfide poste dalla gestione delle sostanze pericolose.
La conformità normativa non è solo un obbligo legale, ma una responsabilità verso la salute pubblica e la sostenibilità della filiera. Si raccomanda di avviare tempestivamente un assessment interno e consolidare rapporti di trasparenza con i fornitori, al fine di arrivare preparati alla scadenza di agosto 2026.
Si ricorda inoltre che il Regolamento è vigente da Febbraio 2025.

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