LA GUIDA
TECNICO-SCIENTIFICA
su FOOD e CHEMICALS
#5
Approfondimento sui metodi di quantificazione dei rilasci per le aziende chimiche
#microplastiche
#dispersioni
#prevenzione
#5
Approfondimento sui metodi di quantificazione dei rilasci per le aziende chimiche
#microplastiche
#dispersioni
#prevenzione
indice
Introduzione
nuovi obblighi e strategie per la gestione delle microplastiche
#5.1
Definizione operativa di microplastiche e implicazioni per il calcolo dei rilasci
#5.2
Criticità nel calcolo:
incertezze e limiti tecnici
#5.3
Implicazioni tossicologiche dei rilasci:
valutazione dell’esposizione
#5.4
Obblighi per le aziende: reportistica e analisi dei fornitori
#5.5
Strategie operative e best practice per la quantificazione
Conclusioni:
Necessità di un approccio tempestivo e rigoroso
introduzione
Nuovi obblighi e strategie per la gestione delle microplastiche
Il Regolamento (UE) 2023/2055 impone alle aziende del settore chimico di affrontare la questione delle microplastiche non solo dal punto di vista tossicologico e chimico, ma soprattutto attraverso un’analisi puntuale delle emissioni e dei rilasci. La quantificazione precisa delle microplastiche disperse è cruciale per la compliance normativa e la tutela della salute e dell’ambiente. È fondamentale sottolineare che il parametro dei rilasci costituisce oggi il criterio più rilevante per le notifiche previste dalla normativa: le aziende devono essere in grado di fornire dati dettagliati e attendibili sulla quantità di microplastiche rilasciate dagli specifici prodotti e processi industriali.#5.1
Definizione operativa
di microplastiche e implicazioni per il calcolo dei rilasci
La normativa identifica le microplastiche come particelle polimeriche solide, di dimensioni ≤ 5 mm, non solubili e non biodegradabili. Per la valutazione dei rilasci, è essenziale distinguere tra microplastiche intenzionalmente aggiunte e quelle generate secondariamente nei processi industriali o durante l’uso del prodotto.
#5.2
Criticità nel calcolo: incertezze e limiti tecnici
L’analisi dei rilasci di microplastiche è soggetta a criticità specifiche: variabilità dimensionale delle particelle, interferenze dei contaminanti, limiti di sensibilità degli strumenti e difficoltà di distinguere tra particelle polimeriche e altri materiali. In ragione di queste incertezze, si raccomanda l’adozione di metodologie multiple e di procedure di verifica incrociata.
La quantificazione dei rilasci non solo è il parametro cardine per la valutazione del rischio tossicologico, ma rappresenta anche il dato centrale richiesto nei processi di notifica: ogni comunicazione ufficiale alle autorità dovrà pertanto basarsi su analisi esaustive e documentate dei rilasci effettivi e potenziali.
#5.3
Implicazioni tossicologiche dei rilasci:
valutazione dell’esposizione
La quantificazione dei rilasci è direttamente collegata alla valutazione del rischio tossicologico. Le particelle microplastiche possono veicolare numerosi contaminanti (bisfenoli, ftalati, metalli pesanti) che, una volta disperse, possono essere assorbite dagli organismi tramite ingestione o inalazione. L’esposizione va calcolata tenendo conto della concentrazione, della dimensione e della persistenza delle particelle, nonché della loro bioaccumulabilità.
#5.4
Obblighi per le aziende:
reportistica e analisi dei fornitori
Il Regolamento richiede una reportistica tecnica dettagliata sulla quantità, tipologia e modalità di rilascio delle microplastiche. È fondamentale verificare la conformità dei fornitori anche attraverso audit e certificazioni, assicurando che ogni materia prima e componente sia accompagnato da dati (anche analitici) affidabili. La capacità di dimostrare quantitativamente i rilasci lungo la filiera è oggi il principale criterio di conformità per le notifiche alle autorità competenti.
Il calcolo dei rilasci è inoltre funzionale all’elaborazione delle IFUD (istruzioni obbligatorie per l’uso e lo smaltimento) che devono essere fornite agli utilizzatori per prevenire il rilascio nell’ambiente di microparticelle di polimeri sintetici (SPM).
#5.5
Strategie operative e best practice per la quantificazione
Il calcolo dei rilasci di microplastiche (polimeri sintetici – SPM) nell’ambito della restrizione REACH n. 78 non è una singola formula standardizzata, ma un processo di stima che combina misura sperimentale, dati di letteratura, assunzioni conservative e algoritmi semplificati forniti da ECHA/UE.
In termini generali, è necessario calcolare le emissioni annue di SPM , suddivise per:
- punto di rilascio (es. scarichi urbani, industriali, smaltimento in discarica, uso all’aperto, ecc.)
- matrice (acqua, suolo, aria).
Il punto di partenza è:
- quantità di SPM immessa sul mercato (ton/anno) in un certo prodotto o categoria
- fraction of released (frazione rilasciata) in ogni fase di vita utile
Inoltre i seguenti aspetti concorrono ad una corretta gestione e valutazione dei rilasci:
- implementazione di sistemi di monitoraggio continuo dei rilasci in tempo reale, integrando sensori e software di analisi dati
- standardizzazione dei protocolli di campionamento e analisi
- applicazione e gestione ottimale delle metodologie di quantificazione.
conclusioni
Necessità di un approccio tempestivo e rigoroso
La gestione delle microplastiche secondo il Reg. (UE) 2023/2055 richiede alle aziende un impegno tecnico, operativo e documentale elevato. Solo una quantificazione precisa dei rilasci, unita a una rigorosa analisi di filiera, può garantire la compliance normativa e ridurre il rischio tossicologico. La tempestività e la precisione nella quantificazione dei rilasci sono oggi il fulcro delle notifiche e della conformità regolatoria. L’approccio deve essere multidisciplinare a garanzia di una risposta efficace alle nuove sfide.
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