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su FOOD e CHEMICALS

Analisi e implicazioni per le aziende
31/03/2026

#5

Approfondimento sui metodi di quantificazione dei rilasci per le aziende chimiche

#microplastiche

#dispersioni

#prevenzione

31/03/2026

#5

Approfondimento sui metodi di quantificazione dei rilasci per le aziende chimiche

#microplastiche

#dispersioni

#prevenzione

indice

Introduzione
nuovi obblighi e strategie per la gestione delle microplastiche

#5.1

Definizione operativa di microplastiche e implicazioni per il calcolo dei rilasci

#5.2

Criticità nel calcolo:
incertezze e limiti tecnici

#5.3

Implicazioni tossicologiche dei rilasci:
valutazione dell’esposizione

#5.4

Obblighi per le aziende: reportistica e analisi dei fornitori

#5.5

Strategie operative e best practice per la quantificazione

Conclusioni:
Necessità di un approccio tempestivo e rigoroso

introduzione

Nuovi obblighi e strategie per la gestione delle microplastiche

Il Regolamento (UE) 2023/2055 impone alle aziende del settore chimico di affrontare la questione delle microplastiche non solo dal punto di vista tossicologico e chimico, ma soprattutto attraverso un’analisi puntuale delle emissioni e dei rilasci. La quantificazione precisa delle microplastiche disperse è cruciale per la compliance normativa e la tutela della salute e dell’ambiente. È fondamentale sottolineare che il parametro dei rilasci costituisce oggi il criterio più rilevante per le notifiche previste dalla normativa: le aziende devono essere in grado di fornire dati dettagliati e attendibili sulla quantità di microplastiche rilasciate dagli specifici prodotti e processi industriali.

#5.1

Definizione operativa
di microplastiche e implicazioni per il calcolo dei rilasci

La normativa identifica le microplastiche come particelle polimeriche solide, di dimensioni ≤ 5 mm, non solubili e non biodegradabili. Per la valutazione dei rilasci, è essenziale distinguere tra microplastiche intenzionalmente aggiunte e quelle generate secondariamente nei processi industriali o durante l’uso del prodotto.

#5.2

Criticità nel calcolo: incertezze e limiti tecnici

L’analisi dei rilasci di microplastiche è soggetta a criticità specifiche: variabilità dimensionale delle particelle, interferenze dei contaminanti, limiti di sensibilità degli strumenti e difficoltà di distinguere tra particelle polimeriche e altri materiali. In ragione di queste incertezze, si raccomanda l’adozione di metodologie multiple e di procedure di verifica incrociata.

 

La quantificazione dei rilasci non solo è il parametro cardine per la valutazione del rischio tossicologico, ma rappresenta anche il dato centrale richiesto nei processi di notifica: ogni comunicazione ufficiale alle autorità dovrà pertanto basarsi su analisi esaustive e documentate dei rilasci effettivi e potenziali.

#5.3

Implicazioni tossicologiche dei rilasci:
valutazione dell’esposizione

La quantificazione dei rilasci è direttamente collegata alla valutazione del rischio tossicologico. Le particelle microplastiche possono veicolare numerosi contaminanti (bisfenoli, ftalati, metalli pesanti) che, una volta disperse, possono essere assorbite dagli organismi tramite ingestione o inalazione. L’esposizione va calcolata tenendo conto della concentrazione, della dimensione e della persistenza delle particelle, nonché della loro bioaccumulabilità.

#5.4

Obblighi per le aziende:
reportistica e analisi dei fornitori

Il Regolamento richiede una reportistica tecnica dettagliata sulla quantità, tipologia e modalità di rilascio delle microplastiche. È fondamentale verificare la conformità dei fornitori anche attraverso audit e certificazioni, assicurando che ogni materia prima e componente sia accompagnato da dati (anche analitici) affidabili. La capacità di dimostrare quantitativamente i rilasci lungo la filiera è oggi il principale criterio di conformità per le notifiche alle autorità competenti.

Il calcolo dei rilasci è inoltre funzionale all’elaborazione delle IFUD (istruzioni obbligatorie per l’uso e lo smaltimento) che devono essere fornite agli utilizzatori per prevenire il rilascio nell’ambiente di microparticelle di polimeri sintetici (SPM).

#5.5

Strategie operative e best practice per la quantificazione

Il calcolo dei rilasci di microplastiche (polimeri sintetici – SPM) nell’ambito della restrizione REACH n. 78 non è una singola formula standardizzata, ma un processo di stima che combina misura sperimentale, dati di letteratura, assunzioni conservative e algoritmi semplificati forniti da ECHA/UE.

 

In termini generali, è necessario calcolare le emissioni annue di SPM , suddivise per:

  • punto di rilascio (es. scarichi urbani, industriali, smaltimento in discarica, uso all’aperto, ecc.)
  • matrice (acqua, suolo, aria).

 

Il punto di partenza è:

  • quantità di SPM immessa sul mercato (ton/anno) in un certo prodotto o categoria
  • fraction of released (frazione rilasciata) in ogni fase di vita utile

 

Inoltre i seguenti aspetti concorrono ad una corretta gestione e valutazione dei rilasci:

  • implementazione di sistemi di monitoraggio continuo dei rilasci in tempo reale, integrando sensori e software di analisi dati
  • standardizzazione dei protocolli di campionamento e analisi
  • applicazione e gestione ottimale delle metodologie di quantificazione.

conclusioni

Necessità di un approccio tempestivo e rigoroso

La gestione delle microplastiche secondo il Reg. (UE) 2023/2055 richiede alle aziende un impegno tecnico, operativo e documentale elevato. Solo una quantificazione precisa dei rilasci, unita a una rigorosa analisi di filiera, può garantire la compliance normativa e ridurre il rischio tossicologico. La tempestività e la precisione nella quantificazione dei rilasci sono oggi il fulcro delle notifiche e della conformità regolatoria. L’approccio deve essere multidisciplinare a garanzia di una risposta efficace alle nuove sfide.

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