Il 30 giugno 2026 è iniziato il periodo di preparazione all’applicazione della Forced Labour Regulation. Dal 14 dicembre 2027 il regolamento sarà applicabile e i prodotti realizzati con lavoro forzato non potranno essere immessi sul mercato dell’UE né esportati dall’UE.
Per le imprese prepararsi significa innanzitutto comprendere quanto sia realmente conoscibile e tracciabile la propria filiera.
Avere sotto controllo il fornitore diretto non significa necessariamente conoscere tutti i soggetti e tutti i passaggi coinvolti nella realizzazione di un prodotto: a monte possono esserci produttori di materie prime, subfornitori, intermediari e siti produttivi localizzati in Paesi diversi; a valle, invece, possono intervenire trasformazioni, movimentazioni e ulteriori operatori prima che il prodotto raggiunga il mercato europeo.
La complessità aumenta quando le informazioni sulla filiera sono distribuite tra funzioni aziendali diverse, sistemi informativi non integrati o documenti raccolti nel tempo con finalità differenti: in questi casi il primo problema da affrontare non è ancora quello di valutare il rischio, ma quello di ricostruire una rappresentazione sufficientemente chiara della supply chain.
Quali sono i fornitori coinvolti?
Quali prodotti o componenti provengono da ciascun soggetto?
Dove sono localizzati i siti produttivi?
Quali trasformazioni vengono effettuate lungo il percorso?
Quali intermediari intervengono tra il produttore e l’azienda?
Sono domande apparentemente semplici, ma le risposte possono richiedere la raccolta e il collegamento di informazioni provenienti da fonti diverse.
Per questo, la preparazione alla Forced Labour Regulation parte anche dalla visibilità della filiera: una supply chain conosciuta, documentata e strutturata permette infatti di comprendere quali informazioni sono già disponibili, quali risultano mancanti e dove è necessario intervenire per aumentare la tracciabilità.
Per le aziende il periodo che precede il 14 dicembre 2027 rappresenta quindi l’occasione per organizzare progressivamente dati, processi e responsabilità interne, evitando di affrontare la complessità della filiera solo quando sarà necessario rispondere a una richiesta o a un procedimento.
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