28 Maggio 2026
Merci CBAM: il primo errore è a monte
Infografica dell’approccio integrato CBAM che collega le varie fasi: identificazione delle merci, mappatura dei codici CN, due diligence doganale, dialogo interfunzionale, base dati affidabile, gestione documentale.

Nel CBAM la conformità comincia prima del calcolo delle emissioni. Il primo passaggio critico è la corretta identificazione delle merci importate attraverso i codici di nomenclatura combinata. Non basta sapere che l’azienda acquista “acciaio”, “alluminio”, “fertilizzanti” o altri materiali potenzialmente rilevanti: occorre verificare se i prodotti importati rientrano effettivamente nell’Allegato I del Reg. (UE) 2023/956.

Un errore di classificazione può generare due rischi opposti: applicare procedure CBAM a merci che non rientrano nel campo di applicazione, oppure escludere erroneamente prodotti che avrebbero dovuto essere monitorati e gestiti.

Per questo la mappatura iniziale non deve essere trattata come un controllo formale, ma come una vera attività di due diligence doganale e regolatoria.

La verifica dovrebbe collegare in modo coerente:

  • codici CN dichiarati in importazione;
  • descrizione commerciale e tecnica della merce;
  • Paese di origine;
  • fornitore extra-UE;
  • volumi importati;
  • eventuale utilizzo della merce come prodotto finito, componente o precursore;
  • disponibilità dei dati sulle emissioni incorporate.

Il punto non è solo “capire se il CBAM si applica”, ma costruire una base dati affidabile su cui fondare tutte le valutazioni successive: autorizzazione, dichiarazione CBAM, raccolta delle embedded emissions, interlocuzione con i fornitori e gestione documentale.

Senza una mappatura corretta dei codici CN, anche il miglior sistema di reporting rischia di poggiare su un perimetro sbagliato.

Per le aziende che importano da Paesi extra-UE, il CBAM rende quindi necessario un dialogo più stretto tra ufficio dogane, acquisti, regulatory, sostenibilità e compliance. La classificazione doganale non è più solo un dato amministrativo: diventa il punto di accesso a un obbligo ambientale, economico e documentale.

Individuare correttamente le merci soggette a CBAM è il primo passo per evitare errori a cascata nella gestione dei dati, delle dichiarazioni e dei rapporti con i fornitori extra-UE: con Flashtox puoi impostare una verifica strutturata del perimetro CBAM, partendo dai codici CN e dai flussi reali di importazione, per costruire un processo coerente prima che l’obbligo diventi criticità operativa. Contattaci 👉 info@flashtox.com

Leggi anche gli altri approfondimenti

Con la Decisione di esecuzione (UE) 2026/1313, la Commissione Europea modifica la...

17 Settembre 2026

Prima di presentare una proposta di sperimentazione per un nuovo studio previsto...

7 Settembre 2026

La percentuale di plastica riciclata presente nelle bottiglie monouso per bevande non...

4 Settembre 2026

Il furano e i metilfurani sono contaminanti di processo che possono formarsi...

3 Settembre 2026

Dal 1° gennaio 2027 il Regolamento (UE) 2026/1828 introdurrà nuovi tenori massimi...

2 Settembre 2026

Il Panel NDA dell’EFSA ha elaborato una bozza di parere sulla sicurezza...

1 Settembre 2026
Condividi su:
LinkedIn
Facebook
WhatsApp
Email
X