Negli ultimi mesi l’Unione Europea ha definito un nuovo quadro normativo per le asserzioni ambientali (“green claims”) che le aziende riportano sugli imballaggi e nella comunicazione dei prodotti. Al centro due provvedimenti chiave:
- la Direttiva (UE) 2024/825
- l’articolo 14 del Regolamento (UE) 2025/40
che fissano criteri precisi per garantire trasparenza, verificabilità e correttezza delle informazioni ambientali.
Questi due testi normativi rappresentano un punto di svolta nella disciplina delle dichiarazioni ambientali. Da un lato, il Regolamento introduce disposizioni direttamente applicabili che stabiliscono requisiti tecnici rigorosi per la formulazione delle asserzioni; dall’altro, la Direttiva punta ad armonizzare a livello nazionale le norme sulla comunicazione “green”, integrando e completando le prescrizioni regolamentari. Insieme tracciano un percorso chiaro verso una comunicazione più affidabile, fondata su criteri scientifici condivisi e su un sistema di vigilanza uniforme nel mercato unico europeo.
L’art. 14 del Regolamento (UE) 2025/40 Introduce obblighi stringenti:
- le asserzioni ambientali possono essere espresse solo se le proprietà dell’imballaggio superano le prescrizioni minime previste dal Regolamento.
- devono chiarire a quale livello di packaging si riferiscono (primario, secondario o terziario).
- la conformità deve essere dimostrata con documentazione tecnica, secondo l’Allegato VII.
Un approccio che mira a prevenire il greenwashing e promuovere una comunicazione ambientale basata su dati verificabili.
Direttiva 2024/825: il coordinamento con l’art. 14
Nei tavoli tecnici europei è in corso un confronto per definire l’esatto rapporto tra i due testi. La Commissione Europea ha ribadito che, in caso di divergenze, prevale il Regolamento, essendo direttamente applicabile e vincolante, mentre la Direttiva stabilisce standard minimi per l’armonizzazione nazionale. Questo significa che le imprese dovranno considerare entrambi i provvedimenti in modo coordinato, adattando processi e comunicazione ai nuovi requisiti.
Cosa devono fare le aziende?
Per prepararsi al nuovo scenario, è fondamentale:
- Predisporre schede documentali dedicate a ciascun tipo di imballaggio, in linea con gli obblighi del Reg. (UE) 2025/40 e della Dir. 94/62/CE.
- Rivedere le asserzioni ambientali in etichette, materiale promozionale e pubblicità, assicurandosi che siano supportate da evidenze scientifiche.
- Inserire clausole contrattuali specifiche nella catena di fornitura del packaging.
- Aggiornare i processi di progettazione e sviluppo prodotto integrando criteri di sostenibilità verificabili.
- Formare il personale e attivare audit periodici per garantire il rispetto continuo delle norme.
Le imprese che vogliono distinguersi per trasparenza e affidabilità dovranno passare da una comunicazione “green” di facciata a una dichiarazione ambientale strutturata, tracciabile e scientificamente supportata.
Il nuovo quadro normativo europeo non rappresenta un ostacolo, ma un’opportunità per consolidare la fiducia del mercato e valorizzare l’impegno reale per la sostenibilità.
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